Pubblicata la nuova UNI 10200:2018
  • ing. Franco Talamini
  • 2018-11-14
    • contabilizzazione,normativa,10200

La nuova norma è stata elaborata dalla Commissione Tecnica 271 “Contabilizzazione del calore” con l’obiettivo di consentire la suddivisione delle spese derivanti dall’obbligo dell’installazione dei sistemi di contabilizzazione così come definito dal dlgs 102/2014, successivamente integrato dal dlgs 141/2016 e dal dl 244/2016.

Le principali novità introdotte sono:

1. l'introduzione della ripartizione delle spese anche nel caso di climatizzazione estiva (punto 1);

2. l'introduzione della ripartizione delle spese anche nel caso di ventilazione meccanica (punto 8.11);

3. una descrizione approfondita delle condizioni di utilizzo dei ripartitori di calore nel rispetto della UNI EN 834 (punto 5.3); vi è una maggiore attenzione alla trasparenza e comprensibilità dei dati da parte dell'utente, ovviamente frutto delle contestazioni dopo i primi anni di esercizio; per quanto concerne i ripartitori di calore (contabilizzazione indiretta) si specifica che: "Ogni ripartitore dei costi di riscaldamento deve essere visibilmente contrassegnato con il fattore di valutazione KQ o con il fattore di valutazione globale K o con un fattore ad esso proporzionale, oppure questa informazione deve essere fornita in altra maniera chiaramente visibile;" [vedasi approfondimento] FATTORE DI VALUTAZIONE GLOBALE Il valore di conteggio non ponderato visualizzato sul ripartitore rappresenta il valore approssimato dell’integrale rispetto al tempo della temperatura caratteristica rilevata sul radiatore (o il delta T tra radiatore e ambiente). Il valore di lettura ponderato, ovvero il valore di consumo è ottenuto a partire dal valore non ponderato moltiplicato per i fattori di valutazione, in particolare quelli caratterizzanti la potenza termica nominale del radiatore (KQ) e quelli caratterizzanti il contatto termico tra i sensori e le temperature da rilevare (KC). Il fattore di valutazione globale è il prodotto dei singoli fattori di valutazione.

4. l'introduzione di una metodologia per la ripartizione delle spese per gli edifici ad utilizzazione discontinua o saltuaria (punto 7.8.2.3); in pratica, viene introdotto un fattore correttivo (fattore d'uso) per correggere il parametro K(inv) sulla base del quale determinare i consumi involontari. In altre parole aumenta, per questo tipo di fabbricati, la percentuale di consumi “involontari” a favore dei residenti.

UTILIZZO DISCONTINUO IN EDIFICI CON CONTABILIZZAZIONE INDIRETTA (RIPARTITORI)
Il fattore d’uso di un condominio è il rapporto tra: - energia termica effettivamente erogata dalla caldaia verso l’impianto (da letture contacalorie in centrale) - energia che l’impianto avrebbe erogato se gli inquilini avessero usufruito del riscaldamento tutti e sempre (fabbisogno calcolato secondo modalità di valutazione A3 adatta all’utenza – quindi tenendo conto delle condizioni reali dell’edificio e quindi anche delle eventuali migliorie apportate dal singolo appartamento e dei dati climatici reali medi) Nota bene: tale fabbisogno calcolato in modalità di valutazione A3 secondo le condizioni reali dell’edificio e dati climatici reali (impiegato anche per la redazione del prospetto previsionale) si discosta ed è in genere numericamente inferiore al fabbisogno calcolato in modalità A2 standard (impiegato per il calcolo dei millesimi di fabbisogno), relativo alle condizioni originarie dell’edificio con dati climatici standard. Scostamenti del -/+ 20% sono considerati funzionali (dipendenti dalla stagione climatica etc.) e perciò in tale caso si considera un pieno utilizzo. Pertanto – con fattore di utilizzo compreso tra 0.8 e1.2 – il consumo involontario si calcola semplicemente come una frazione del fabbisogno ideale (valore tabulato in funzione di altezza edificio e tipologia di coibentazione). Per esempio, nel caso di un edificio di 4 piani e oltre, isolamento eseguito con materiali vari la frazione del consumo involontario a pieno utilizzo è pari a 0,22 (f*inv). (vds. prospetto 7 della Norma).

 

5. l'introduzione di indicazioni specifiche in merito alla procedura di calcolo di ripartizione per alcuni casi particolari, come ad esempio le tubazioni correnti nelle unità immobiliari, o particolari configurazioni impiantistiche, come condomìni articolati in più fabbricati (punto 8);

6. l'introduzione di una gerarchia a 4 livelli per la determinazione della potenza dei corpi scaldanti nel rispetto delle UNI EN 442-2 e UNI EN 834 (Appendice C);

CALCOLO DELLA POTENZA DEI CORPI SCALDANTI in particolare si stabilisce che il calcolo della potenza dei corpi scaldanti debba essere determinato come: · 
  • Livello 1) la potenza termica deve essere determinata in conformità alla UNI EN 442-2; ·
  • Livello 2) se il dato della potenza termica conforme alla UNI EN 442-2 non è disponibile, poiché il corpo scaldante è stato installato prima dell’entrata in vigore della medesima norma, la potenza termica deve essere determinata in conformità a una norma nazionale (UNI o altra norma tecnica pubblicata da uno stato membro dell’UE4). Nel caso il calcolo della potenza termica del corpo scaldante sia finalizzato alla determinazione del fattore KQ, ai fini della programmazione dei ripartitori, le suddette norme sono applicabili solo se rispettano le condizioni definite al punto 5.3.1 della UNI EN 834:2013; ·
  • Livello 3) se il dato conforme al livello 2 non è disponibile, poiché il corpo scaldante non è compreso nel campo di applicazione delle relative norme nazionali, la potenza tgermica può essere acquisita tramite prove eseguite da organismi qualificati; ·
  • Livello 4) se il dato conforme ai livelli precedenti non è disponibile, la potenza termica può essere determinata in conformità a qualunque metodo di calcolo purché validato sperimentalmente e per il quale vengano fornite indicazioni relative alle deviazioni rispetto al dato sperimentale (p.e. metodo dimensionale). Di fatto – nella quasi totalità dei casi – la scelta sarà tra livello 1 e livello 4; laddove coesistano diverse tipologie di corpi scaldanti: - Se il radiatore è “nuovo” (ovvero costruito dopo il 1996) per il calcolo della resa utilizza il valore fornito dal Costruttore secondo norma UNI 442-2 comunque rapportato alla condizione di salto termico 60° tra temperatura media dell’acqua e aria ambiente - Se il radiatore è “vecchio” (ovvero antecedente al 1996) o ignoto (dati del Costruttore non disponibili) si utilizza il metodo dimensionale che è validato sperimentale.

7. una procedura per verificare a posteriori se un sistema di contabilizzazione indiretta sia affetto da derive o da mancanza di precisione (appendice F).